January 26th 2026
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January 26th 2026 09:38:50 AM |
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Francesco Sinibaldi |
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Dolcemente rimembrando. Dolcemente rimembrando, e ancora, nel pianto rinato coi tocchi di un cantore di tenera pace, e d\'amore. Fugge l\'eterno, un suono accennato dal chiarore di un piovoso venticello posasi, come autunno in vigneto, tra i siepi adagiati a mutarsi nel canto del sapor settembrino, e tutto tace, d\'intorno s\'ode il lesto scampanio che viene dal bronzeo ricordo accampato lassù, ove muore un bagliore, e ovunque il dolore, a nuovo il richiamo di un eterno chiarore, e un sussurro per lei. Francesco Sinibaldi Composizione tratta dal libro “Chiari di neve”. |
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January 19th 2026 09:54:51 AM |
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Francesco Sinibaldi |
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olevo far notare come tale decisione non venne presa nel 1992 nonostante la presenza di motivazioni del tutto valide, estranee al gruppo ma di sé atte a giustificare già in quel momento una scelta del genere). Il colpo di grazia arrivò dalla grigliata d\'agosto del 1993, la grigliata per noi era un simbolo, le nostre grigliate erano ordinate, tutto avveniva in modo tranquillo perchè l\'organizzazione segnava il nostro cammino invece, in quella circostanza, mi trovai di fronte a una devastazione; qualcuno, non so chi e per quale motivo, invitò ragazzi molto più giovani di noi la cui azione e presenza determinò solo una gran confusione, quella che doveva essere la grigliata più importante dell\'anno si trasformò in breve in una bolgia, io me andai sconsolato ben sapendo che quello era in realtà un segnale, insieme agli altri che avevo già iniziato ad intravedere nel gruppo. La fine di quella compagnia rappresentò per me la conclusione di una esperienza che mi aveva dato tanto anche sotto il profilo umano e mentre riflettevo su questo, nel giugno del 1994, seduto in mezzo al prato posto di fronte al Centro del Fondo e con lo sguardo rivolto verso la cima delle montagne, pensai che tutto quello che stava accadendo era assolutamente naturale, che forse era stato determinato da un qualcosa che non avrebbe dovuto esserci in quella compagnia o, più semplicemente, che era venuto il momento in cui ognuno doveva seguire la propria strada dovendo prendere atto della fine di un periodo lieto e della presenza di un sogno che era svanito ”. Francesco Sinibaldi |
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January 19th 2026 09:53:53 AM |
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Francesco Sinibaldi |
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Oggetto: La quinta compagnia e i motivi che mi spinsero a lasciarla. Concludo questo primo gruppo di Interventi, dedicati alle esperienze in valle e a Santa Maria Maggiore, esattamente come ho iniziato, parlando cioè della quinta compagnia. Non è facile per me affrontare questo argomento in quanto lasciai il gruppo in modo un po\' inaspettato ma ero convinto di quello che stavo facendo quindi non esitai ad affrontare un momento difficile ma necessario. Quando parlo della quinta compagnia, forse la più importante tra le 5 frequentate, parlo dell\'azione, della precisione, della razionalità spinta spesso verso un intento in cui la cosa principale era riuscire, in modo giusto e determinato; quella fu la compagnia delle organizzazioni dei giochi per i presenti in valle, si trattava di 2 o 3 persone che, senza poter disporre di alcun mezzo e completamente privi di qualsiasi aiuto, riuscivano ad attrarre l\'attenzione di centinaia di persone; le Cacce al Tesoro da noi organizzate richiamavano persone da tutta la valle e le compagnie si univano in quelle circostanze, sulla base di un\'azione che quelle poche persone avevano meditato con cura (per quanto riguarda la mia presenza volevo chiarire che la pianificazione e lo studio delle modalità con cui un risultato doveva essere raggiunto venivano compiute, da parte mia, nel buio dei giardinetti e nella quiete del silenzio; prima di andare in sala giochi per incontrare gli altri e per esporre le mie idee io le pensavo lì, sulla mia panchina preferita, a due passi dal Cinema, a poche decine di metri dalla casa di Giulia). Iniziai a frequentare in modo sistematico quella compagnia, entrando in essa come persona esterna, nell\'estate del 1988, trovai subito un ambiente non solo del tutto favorevole ma anche estremamente ottimista, il clima era un pò caotico (eravamo in tanti) ma molto favorevole, in paese, ai Camini di Malesco e un po\' ovunque nella valle, con la presenza di varie adorabili abitudini (come andare a mangiare le brioche appena sfornate, nel cuore della notte). Poi, in modo sistematico, sulla base di un notevole spirito di gruppo, prevalse il senso di apertura, ci avvicinammo ad altre compagnia (come quella dei “piccoli”, che avrebbe rivestito una certa importanza nel seguito) ponendo le basi per nuovi cambiamenti. La compagnia era formata da persone razionali, non vi era molto spazio per il caso, le cose venivano pianificate per ottenere dei risultati e l\'entusiasmo ci univa senza quasi darci la possibilità di renderci conto di quello che ottenevamo. C\'erano pochi conflitti, quasi mai discussioni, era tutto finalizzato al compimento di quello che avevamo in testa, e che sempre si concretizzava. Mi ero imposto di non citare alcun nome per non fare torto agli altri ma almeno Paolo deve essere ricordato, un ragazzo capace di gesti di generosità e di altruismo incredibili, capace di sacrificarsi per questo venendo incontro anche ad esigenze scomode e che altri non avrebbero neanche preso in considerazione. Tra grigliate improvvisate, ritrovi organizzati al volo, giochi di tutti i generi pianificati con ordine e serate trascorse sempre in serenità la vita della compagnia affrontò, nel 1992, una esperienza nuova per l\'arrivo della compagnia di Malesco; tutto ciò non provocò alcun problema, ci adeguammo perchè così era stato deciso, affrontammo la situazione integrandoci subito con la nuova compagnia. Poi, come spesso accade quando tutto sembra andare per il verso giusto senza possibilità di modifica, le cose iniziarono a cambiare ponendo le basi per determinare in me la volontà di concludere quella esperienza (durata 6 anni). Ci furono 6 o 7 motivi (per lo più non direttamente collegati alla compagnia) che mi spinsero in quella direzione, e ciascun motivo sarebbe stato sufficiente per determinare tale esito; in generale, e senza entrare nello specifico, nel corso dell\'estate del 1993 notai un certo cambiamento nel gruppo, direi una specie di appesantimento (non determinato certo dalla compagnia di Malesco) ma nascente nel gruppo stesso; le iniziative diminuirono, l\'energia esistente tra di noi un pò si affievolì, comportamenti inusuali iniziarono a proporsi con l\'aiuto anche di presenze esterne al gruppo. La mia decisione di abbandonare la compagnia venne presa nei primi mesi del 1994 e messa in esecuzione nel luglio di quell\'anno, il mio proposito era fermo e deciso, non ebbi alcuna difficoltà a staccarmi, me ne andai e basta. Rivolgendomi a tutti i componenti del gruppo, a cui invio il mio più sentito ringraziamento per avermi fatto passare delle estati davvero notevoli da tutti i punti di vista, chiarisco in questa sede e a distanza di molti anni che la mia decisione fu solo in parte determinata dai problemi che stavano insorgendo all\'interno del gruppo, io decisi di andarmene perchè avevo la necessità di preservare alcune situazioni, vi erano delle situazioni delicate e per me importanti che imponevano una decisione (v |
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January 18th 2026 04:57:50 AM |
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Francesco Sinibaldi |
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Oggetto: La prima compagnia. Dovendo trattare della prima compagnia, e come principale elemento da considerare, è necessario fare un riferimento alla mia situazione presente in città in quanto, sin dall\'età di 4 o 5 anni, io ero solito andare in giro da solo e non accompagnato, cosa favorita dalla presenza, a poche decine di metri dalla casa in cui abitavo, dell\'Oratorio, luogo in cui mi recavo quasi tutti i giorni; d\'estate, quando andavo a Santa Maria Maggiore, questa abitudine veniva mantenuta quindi, sin da quella età, entrai in contatto con i bambini del posto, in particolare con i villeggianti che abitavano nelle case poste vicino alla stazione ferroviaria, persone che avrei frequentato per tutti gli anni \'70; la maggioranza era formata da gente esterna al paese ma vi erano anche diverse presenze di ragazzi e ragazze del posto con i quali riuscii subito a rapportarmi. I ricordi e le esperienze della prima compagnia sono molti e diversi e, per citarne alcuni, devo fare riferimento alle serate trascorse in stazione giocando a nascondino, alla presenza costante al Luna Park, nel cuore della pineta, nei pressi del Capanno dei Pini, così devo ricordare i giri nella valle e gli allenamenti in vista della Sgamelaa, i lunghi periodi trascorsi ai giardinetti in un\'atmosfera di divertimento e spensieratezza considerando inoltre che, vicino ai giardinetti, vi era il Cinema, in cui spesso mi recavo; oltre a tutto questo, gli anni \'70 furono anche gli anni delle passeggiate in Svizzera, a Locarno e ad Ascona, più spesso fermandosi al confine, nel paese di Camedo, per comprare marmellata e tavolette di cioccolato. Considerando tutto, però, la cosa più importante forse era rappresentata dal calcio, il nostro scopo era sempre quello di avere la disponibilità del campetto del collegio Rosmini, posto non lontano dalla Piazza; per ottenere ciò era necessario avere l\'autorizzazione da parte di Padre Viola, il responsabile di tale collegio, quindi ero io, in genere, che mi recavo direttamente da lui avanzando questa richiesta. Di Padre Viola ricordo la bontà, lui mi ascoltava in silenzio mentre io esponevo le mie ragioni, in genere c\'era un breve dialogo con invito da parte sua alla cautela e alla moderazione ma alla fine lui diceva sempre di si e ci autorizzava a giocare in quel luogo dandoci una grande felicità. L\'importanza della pineta emerse subito nonostante io abitassi nella parte alta del paese, in pineta vi erano le cose più belle per i giovani quindi io ci andavo spesso passando anche interi pomeriggi. Per raggiungere la pineta vi erano, partendo dalla parte alta del paese, due possibilità: o si camminava lungo la strada percorrendo in discesa Via Cadorna per poi raggiungere Via Pineta oppure, come io facevo sistematicamente, si utilizzava la “scorciatoia”; questo era un sentiero posto dietro la stazione, nella zona in cui mi recavo per giocare con gli altri bambini, da quel luogo si scendeva in un ambiente pieno di alberi e di vegetazione che copriva quasi tutto, si superavano le ville dei villeggianti e, dopo poco, si raggiungeva Via pineta che conduceva al Luna Park. Questa è una delle abitudini che ricordo con più gioia anche perchè, in quelle ville, abitavano persone che avrei conosciuto e frequentato nel futuro. Poi, quando le luci dei lampioncini dei giardinetti si accendevano dando il via a serate piene di vivacità e di novità, ogni cosa veniva ad assumere un significato particolare, la gente si apprestava ad andare al cinema, i bambini iniziavano a divertirsi sui giochi e sulle altalene e quel ragazzino, osservando un ambiente ispirato dal canto della serenità, capiva che quel luogo, baciato dal soffio del vento e dal chiaro del cielo stellato, era solo il rifugio dove stava l\'amore. Francesco Sinibaldi |
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January 17th 2026 12:38:05 PM |
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Francesco Sinibaldi |
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Integrazione al precedente Intervento. Ad integrazione di quanto descritto nell\'ultimo Intervento proposto ritengo sia necessario, considerando che gli interventi stanno per concludersi e non so se e quando verranno ripresi, precisare che, in occasione della situazione verificatasi in presenza anche di Laura, per la gravità e pericolosità di quanto stavo affrontando decisi di procedere con un appoggio parallelo, quindi l\'appoggio di Laura fu solo uno dei 2 presenti (per la delicatezza della situazione l\'altro non verrà comunque citato); in tal modo, con una doppia presenza di assoluta e provata fiducia, mi sarei mosso più in sicurezza considerata comunque la difficoltà di controllo di quanto stava accadendo, cosa inevitabile e fonte di una situazione caotica che, nonostante tutto e con notevole difficoltà, riuscii comunque a gestire fino alla fine. Francesco Sinibaldi |
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January 16th 2026 01:40:58 PM |
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Francesco Sinibaldi |
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si e che da molti anni non ti vedo, volevo dapprima salutarti ben sapendo che prima o poi ci rivedremo per parlare anche dei fatti del passato; volevo solo che tu sapessi che per me la tua presenza in certi momenti ha rappresentato una vera e propria salvezza in quanto talvolta la mia certezza doveva trovare un minimo di appoggio, e tu in quei momenti c\'eri; io sarei comunque andato nella mia direzione perchè così doveva essere fatto ma ho apprezzato il tuo gesto che in quel momento rappresentò per me un intervento necessario a favore di un amico quindi, in conclusione, io ti ringrazio per tutto quello che hai fatto per me, non ho mai dimenticato la tua azione equilibrata e mai la dimenticherò”. Francesco Sinibaldi |
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January 16th 2026 01:40:11 PM |
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Francesco Sinibaldi |
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Intervento dedicato a Laura. Quando tratto della mia presenza in valle, a Santa Maria Maggiore, mi vengono nella mente tante immagini e molte persone che hanno rivestito un significato particolare per me e per le mie esperienze; questi primi 10 Interventi però non possono coprire tutto il materiale emerso nell\'arco di tanti anni quindi diversi amici e amiche importanti non verranno neanche citati ma, in presenza di Laura, questa cosa non può avvenire per la rilevanza della sua persona e per l\'amicizia che mi ha legato a lei. Sto parlando della persona più importante della mia esperienza trentennale, della mia migliore amica e di colei che, in modo costante, seguì molte delle mie vicende, quasi totalmente positive, avvenute in quei luoghi in quegli anni. Ho conosciuto Laura alla fine degli anni \'70, entrambi vivevamo nella zona alta del paese e la vicenda con Elena rappresentò praticamente il primo approccio tra me e lei, anche se in modo ancora superficiale ed indiretto; amicizie e conoscenze comuni mi diedero la possibilità di avvicinarla e di conoscerla, fatto di per sé privo di difficoltà a causa della sua sempre presente disponibilità; iniziai a frequentare una persona umile e fidata, calma nel modo di rapportarsi e capace di riflettere senza farsi condizionare da alcunché, una persona sempre disponibile e capace di comprendere le questioni trattate, da tutti i punti di vista. Andavo spesso a casa sua in quanto mi fidavo di lei e, nella quiete del suo appartamento, affrontavamo insieme situazioni che riguardavano la nostra mia esperienza in valle e il rapporto con gli altri. Laura mi accompagnò in tutte le esperienze principali sino alla fine della mia permanenza e i suoi consigli, provenienti da un atteggiamento equilibrato e disinteressato, rappresentavano per me una garanzia, al punto tale da rimanere in contatto con lei anche durante l\'anno, non solo in estate. Una sua caratteristica era quella di riuscire a mantenere un certo distacco da tutti gli argomenti trattati riuscendo però al contempo ad analizzare, con razionalità, le varie circostanze senza mai far pesare lo spessore dei sui giudizi e delle sue valutazioni. Per queste ragioni, e per l\'importanza della persona, ho preferito lasciar fuori Laura da tutte le argomentazioni relative alla completezza delle ragazze incontrate, Laura era la mia migliore amica e questo basta. L\'aspetto fondamentale che devo porre in evidenza è che lei riusciva sistematicamente a esserci, io mi basavo su di lei ma lei era sempre presente, per me c\'era sempre, con una presenza praticamente costante in relazione agli eventi che mi riguardavano; presente al momento della conclusione della prima compagnia, quando l\'immagine di Elena per me era un qualcosa di unico per quello che lei riusciva a inventare con la sua spontaneità; presente nel momento in cui, lasciata la prima compagnia, iniziai a frequentare Luigino movimentando ancor più la mia azione quotidiana; presente nel momento in cui mi avvicinai all\'Hermitage, un luogo in cui vi erano diverse persone che entrambi conoscevamo e apprezzavamo; necessariamente presenze nel momento in cui nacque l\'amicizia con Guido e con Carlo, lei conosceva già Guido a causa di conoscenze comuni legate agli ambienti scolastici; presente, decisiva e determinante per darmi la possibilità di capire e comprendere l\'essenza delle mie facoltà, fu lei a indirizzarmi in questa direzione ponendo in essere e concretizzando un qualcosa che era già emerso nel corso dell\'ultimo anno di Liceo con la prof. di Filosofia e Storia, in un circostanza di per sé già chiara ma a cui io non diedi alcuna importanza ( la prof. aveva compreso perfettamente quello che poi io stesso, con l\'intervento determinante di Laura, dovetti affrontare prendendo atto di un qualcosa di assolutamente anomalo); presente inoltre nella fase più critica della mia esperienza in valle (l\'unica in questo senso), nel corso della primavera 1991, in un periodo nel quale dovetti affrontare una situazione imprevista e pericolosa; Laura, consapevole della gravità della situazione, cercò di bloccarmi, si rese conto della necessità di intervenire ma tutto ciò non poteva servire a nulla in quanto io la mia decisione l\'avevo presa, avevo deciso dolorosamente di andare in quella direzione; presente infine nella fase iniziale della mia attività letteraria, Laura era al corrente di quello che scrivevo e di come lo scrivevo, io volli fare così, nel momento in cui le composizioni non erano ancora state divulgate. Laura ha rappresentato un punto di riferimento essenziale per un periodo durato almeno 20 anni e per questo ho ritenuto che fosse necessario ricordare la mia amicizia con lei; per lo stesso motivo concludo questo Intervento rivolgendomi direttamente a lei, da molti anni non ci vediamo, questa cosa è un piccolo punto di contatto con una persona che per me ha avuto sempre un gran significato. “Laura, nonostante il fatto che ci siamo un po\' per |
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January 14th 2026 10:21:14 AM |
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Francesco Sinibaldi |
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Oggetto: L\'amicizia con Luigino, la seconda compagnia e tratti generali della mia presenza in valle. Utilizzo questo Intervento non solo per raccontare la vicenda relativa a Luigino ma anche per descrivere alcuni tratti generali della mia esperienza in valle; inizio pertanto da alcuni aspetti tipici delle mie abitudini e preferenze facendo riferimento più che altro agli anni \'80 e \'90. Tra le cose che amavo di più, oltre alle passeggiate attraverso i paesi della valle, l\'organizzazione dei giochi di svago per i ragazzi delle varie compagnie e il mantenimento di un atteggiamento aperto nei confronti sia dei singoli che dei componenti delle diverse compagnie, stava nella frequentazione dei giardinetti; in ogni fase della mia presenza a Santa Maria Maggiore io ero solito passare per i giardinetti e fermarmi per un po\', prima di andare in Piazza o di organizzare la serata; avevo una mia panchina preferita (collocata in un angolo dei giardini e che era, di sera, completamente al buio) e spesso mi recavo nel vicino chioschetto per comprare i ghiaccioli con i miei gusti preferiti, anice, orzata e menta. La presenza all\'interno dei giardini era inoltre un momento di preparazione per quello che avrei fatto nel corso della serata; una delle abitudini da me più amate era poi quella di passeggiare di notte per il paese ascoltando in particolare la musica dei Beatles e le canzoni di Paul McCartney quindi, tornato a casa, spalancare la finestra del tinello che dava sul giardino, rendere la stanza molto luminosa, sedermi e bere del tè freddo in tranquillità osservando l\'oscurità presente oltre la finestra; queste abitudini mi davano un senso di libertà e indipendenza connaturate al mio carattere e alla mia indole. Altri aspetti, di per sé significativi, verranno trattati e approfonditi nell\'Intervento relativo alla prima compagnia. Quando parlo di Luigino parlo dell\'avventura, del comportamento sempre audace e mai timoroso, parlo delle decisioni prese all\'istante, in due, guardandosi negli occhi dopo un\'immediata analisi della situazione presente, parlo inoltre dell\'amicizia vera, piena di significato e di coraggio, in alcune circostanze. La presenza di Luigino, in relazione alla trattazione della seconda compagnia, è in parte legata all\'Hermitage in quanto un paio di componenti di quella compagnia vivevano in quei condomini pur non avendo nulla a che fare con Patrizia e con le sue amiche della terza compagnia. Luigino viveva in centro, in un vicolo che attraversava Via Rossetti Valentini e l\'anno di riferimento di questi fatti è principalmente il biennio \'80-\'81 con presenze sporadiche anche nell\'82. Si creò in sostanza una situazione parallela, entrambi frequentavamo la nostra compagnia ma poi ci dividevamo da essa per svolgere un\'attività del tutto indipendente, un qualcosa che riguardava solo noi due e che era finalizzata principalmente al raggiungimento di un obiettivo: andare a caccia di ragazze. Con Luigino c\'era un\'intesa perfetta, uno sguardo e andavamo, io lo seguivo perchè lui spesso aveva le dritte giuste, conosceva questa, quell\'altra, insomma si riusciva a fare nuove conoscenze in breve tempo e senza troppe difficoltà. Versatile, amicone sempre presente e disponibile, pieno d\'iniziativa e mosso da un innato ottimismo, Luigino intuiva il momento giusto e capiva come si doveva agire mantenendo sempre un notevole controllo e una capacità di analisi della situazione presente, io devo ammettere che, in quelle circostanze, venni di fatto ed emotivamente coinvolto in tutto ciò ma questi ricordi per me rappresentano un qualcosa di veramente importante, quasi una specie di esperienza, un qualcosa di difficile da rivivere in quel modo e con quell\'entusiasmo. Ringrazio Luigino per quegli anni di grazia, i momenti e le giornate si susseguivano regalandoci sempre l\'emozione di una nuova situazione da affrontare. Poi, quando scendeva la sera e le luci del tramonto coprivano ogni luogo inondando di quiete l\'intero paesaggio e le vaste distese dei prati profumati, quei due amici trascorrevano la sera in compagnia quindi si allontanavano verso la pineta e in direzione del Luna Park; le luci brillavano e i suoni si diffondevano in tutta la valle ma poi, camminando in silenzio nel buio della notte, essi giungevano nella grande casa posta in mezzo al prato, non lontano dal Luna Park, e sulla soglia, come ogni sera, quelle due ragazza, la mora e la bionda, li aspettavano sorridenti per trascorrere insieme una nuova serata ricolma di gioia. Francesco Sinibaldi |
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January 10th 2026 04:54:52 AM |
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Francesco Sinibaldi |
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L\'amour est comme la poésie. Autre chose est l\'amour pour moi, mais cet espoir est seulement une poésie, quelque chose qui te prend dans tout le corps et, pour moi, cette histoire est comme un poème, l\'amour qui se transforme en poésie, un magnifique moment qui revient à chaque fois. Mais cette histoire est aussi quelque chose de souffrant et alors, si je vais à l\'école pour rencontrer son esprit, mon amour se transforme en quelque chose de magique, la chose plus belle qu\'un homme peut prouver, l\'amour pour ma femme qui devient cette histoire. Francesco Sinibaldi |
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January 9th 2026 01:52:43 PM |
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Francesco Sinibaldi |
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quell\'incanto. Questo fu uno dei momenti più dolci della mia vita giovanile, un attimo di beatitudine che mi ha accompagnato per l\'intera vita. Francesco Sinibaldi |
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